Danza e Storia :
Come?
Forse qualcuno si chiederà come si può unire la storia con la danza: in fondo
essa non è che un classico sogno da bambine. Visione assai superficiale e restrittiva di
una disciplina che Curt Sachs definì " la madre delle arti ", ritenendo egli stesso
limitativa questa definizione: la danza è, prima che arte, espressione della vita.
Sin dall'antichità
la danza è stata uno strumento con cui l'uomo esprimeva i propri stati d'animo o con cui
marcava eventi importanti della propria esistenza: l'uomo primitivo le attribuiva un significato
sacro, propiziatorio e rituale. Danzando egli tentava di ottenere i favori del Dio, cercava il
contatto col divino, con la dimensione trascendente.
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La danza è comunicare attraverso il gesto, svuotato del proprio significato pratico: con il
movimento il corpo si perde nello spazio e nel tempo, e nella danza moderna il ballerino
è un artista che ha il ruolo di cogliere ed esprimere, nella realtà modellata
dall'uomo a propria utilità e immagine, tutto ciò che sfugge agli altri.
Nell'antica
Grecia la danza è parte fondamentale della tragedia: i cori cantano la crudeltà del
divino di fronte alla sventura dell'uomo e danzano per avvicinarsi al Dio, privati del proprio
autocontrollo, trasportati dalla furia dionisiaca. Come tutte le forme d'arte, la danza ha conosciuto,
però, anche periodi difficili: partendo dal concetto che danzando l'uomo riunisca in sé
sia l'anima che il corpo, è facile capire perchè la Chiesa vi abbia combattuto contro
una lunga lotta. Nel 398, il Concilio di Cartagine commina la scomunica per chi assiste a spettacoli
teatrali nei giorni festivi. Sant'Agostino definisce la danza "follia lasciva, roba del diavolo". Il
contatto con il divino può avvenire, per la religione cristiana, solo con la morte, dopo che
l'uomo ha umiliato e non certo esaltato il proprio corpo, il quale è l'unico ostacolo che si
pone fra l'anima e lo spirito divino. Nel Medioevo la danza è espressione della donna e del
maligno: sono le streghe a danzare durante i loro sabba; essa continua, però a vivere nelle
manifestazioni popolari in occasioni di feste e ben presto inizia a diffondersi anche fra le classi sociali
più elevate, nelle corti e nei castelli. Poichè eseguire salti, volteggi e capriole,viene considerato
dai signori poco aristocratico, essi li sostituiscono con passi più lenti e copposti.
Tramandate per via pratica durante tutto il Medioevo, solo nel Rinascimento si cominciano a codificare
i passi che contraddistinguono le singole danze. In questo periodo, in special modo in Italia e
in Francia, si afferma nelle corti principesche la figura del maestro di ballo, che conferisce
maggiore prestigio a feste e a cerimonie. Le danze più in voga allora furono di origine italiana o
francese, tra le prime : la pavana (lenta), il saltarello (veloce); tra le seconde:
la gavotta (moderata), la bourrè (veloce).
Tra il XIV e il XVI la danza inizia ad assumere la forma del
balletto vero e proprio: nascono le figure del coreografo e del ballerino professionista, si sviluppano, soprattutto
in Francia, le Accademie di danza e nel '700 si definiscono le posizioni e i passi base, oltre all'introduzione
del tutù e delle scarpette da punta.
A questo punto non è difficile comprendere come la danza sia stata nei secoli, e sia anche oggi,
espressione della cultura e dei movimenti di pensiero, come abbia subito ma anche influenzato la musica
e la letteratura. Grandi personaggi storici avevano una sfrenata passione per il balletto: Re Luigi XIV
deve proprio il suo appellativo di Re Sole al ruolo che ebbe in un famoso balletto, "Ballet de la nuit",
in cui egli impersonò il Sole.
Sino ad adesso si è parlato di danza e balletto come se fossero sinonimi, ma così non è: il balletto come forma d'arte si è sviluppato nell'era moderna, mentre la danza, più genericamente e nella sua forma più semplice risale alla preistoria, come manifestazione istintiva dell'uomo.
Ne consegue che la storia del balletto, raffrontata a quella della danza, ne rappresenti, dal punto di vista cronologico, soltanto un'esigua parte. Poichè la storia della danza e del balletto ricoprono comunque un arco di tempo assai vasto, non si può
iniziare a scoprirne la storia più recente senza dare uno sguardo, prima, alle premesse nei secoli antecedenti.