I maestri della Danza


M.Taglioni in una stampa di allora

Maria Taglioni (1804-1884)

Figlia di Filippo, storico padre del Balletto Romantico, nacque a Stoccolma nel 1804. Iniziò i suoi studi di danza con Jean-Francois Coulon ma ben presto il padre, non soddisfatto dei progressi, ne divenne il maestro. Maria studiò duramente con lui, debuttando in scena nel 1822 all'Hoftheater di Vienna dove danzò "La Reception d'une jeune Nymphe à la Cour de Terpischore", Nel 1827 Filippo fece debuttare la figlia a Parigi dove danzò nel balletto "Cinderella" di Ferdinand Albert, ma ella conobbe la fama e il successo quando il padre creò soltanto per lei nel 1832 "La Sylphide", il balletto che la fece conoscere in tutto il mondo come sublime artista del repertorio romantico, incarnazione di bellezza, grazia, spiritualità, un modello irraggiungibile di tecnica e poesia.Per Maria Eugene Lamy creò il tutù bianco sino alle ginocchia che, con le scarpette rosa a punta e l'acconciatura à bandeaux, la resero il mito della danza romantica. Dopo il grande successo, la Taglioni diventò una figura leggendaria nel mondo del balletto e fu considerata come la migliore ballerina di allora, sebbene ella si trovasse spesso a doversi confrontare con colei che sarà considerata in futuro la rivale di sempre, Fanny Elssler, ballerina assai sensuale e sanguigna. Maria inoltre si rifiutò di continuare a danzare con l'étoile d'allora Jules Perrot, poiché in uno spettacolo ottenne più successo di lei. Tra il 1837 e il 1839 danzò presso Teatro di San Pietroburgo, divenendo un vero e proprio oggetto di venerazione da parte dei ballettomani, in seguito ritornò in Occidente, dove terminò la propria carriera nel 1848. A causa di una serie di investimenti sbagliati del padre, perse il proprio patrimonio e iniziò a insegnare danza a Parigi e Londra. Morì in povertà nel 1884 a Marsiglia.
M.Taglioni ne 'La Sylphide'
M.Graham
Errand into the maze

Martha Graham (1894-1991)

Il termine Modern Dance venne coniato appositamente per definire la sua danza: una danza "nuova" che si opponesse ai rigidi canoni di quella d'ècole dal 1916 Graham studiò presso la Denishawn di Los Angeles, in seguito divenne ballerina con il Greenwich Village Follies. Dal '27, anno in cui fondò la M.G. School of Contemporary Dance, al '29 si esibì con i suoi allievi in Europa ed in Oriente, riscuotendo grande successo. Ella basò la sua rivoluzione liberandosi dei canoni imposti dalla danza classica e studiò i rituali del mondo antico, degli Indios, ed i problemi del mondo contemporaneo; la Graham sviluppò nuove tecniche basate sulla ricerca della corretta respirazione, sul coinvolgimento di tutto il corpo e sul suo rapporto costante e intenso con la madre-terra. Negli anni quaranta la Scuola cominciò ad accogliere interpreti maschili, tra cui Erik e Merce Cunningham : sino ad allora infatti la coreografa americana si era fatta bandiera di concetti come femminismo ed impegno politico antimilitarista e pacifista, sviluppati nel periodo pionieristico, e superati, solo in parte, in quello che si può definire come "momento psicoanalitico" (dalla metà degli anni '40). Qui venne soprattutto influenzata da Freud e Jung, e si dedicò alla mitologia, in quanto espressione della dimensione psicologica dell'antichità: creò balletti come Cytemnestra, Alcestis, Phaedra's Dream (dal 1958 al 1983). Nel film A Dancer's World del '57, la Graham spiega il proprio metodo d'insegnamento e la propria filosofia: la danza deve essere uno strumento per ricercare la comunicazione delle proprie esperienze attraverso i mezzi dell'azione, rivelare il "paesaggio interiore" dell'uomo e rispecchiare i mutamenti della società.

Dice si lei Marinella Guatterini nel"Dizionario dello Spettacolo del '900'" "Dalla democratica scoperta delle varie e ricche realtà etniche del Paese all'orgoglioso pionierismo, dall'acquisizione e rielaborazione delle scienze psicoanalitiche di derivazione europea all'affermazione di una cultura specificamente americana, basata sul sogno di un nuovo umanesimo, la sua arte è a un tempo espressionista e simbolista e in essa la tensione formale ha un peso altrettanto importante della spinta drammatica e interiore. Anche per questo il suo lascito (oltre duecento coreografie) ha una statura ormai classica e riproducibile da compagnie di danza che non siano quella che porta ancora oggi il suo nome."
M.Graham M.Graham
C.Fracci con R.Chalmer in 'Giulietta e Romeo'

Carla Fracci (1936)

Si diploma alla Scala nel 1954 ed entra a far parte del Corpo di Ballo nel 1955. Dopo il "passo d'addio" al termine della scuola, il caso la porta ad essere chiamata sul palco, per l'assenza durante alcune prove di "Cenerentola" della prima ballerina dell'Opéra di Parigi, Violette Verdy, a provare la parte ed a essere scelta come sostituta. Il debutto trionfale avviene il 31 dicembre 1955. Nel 1958 diviene prima ballerina della Scala e nello stesso anno il noto coreografo John Cranko la vuole come Giulietta nella sua nuova versione di "Romeo e Giulietta" per la Fenice di Venezia. L'anno dopo interpreta al Royal Festival Hall di Londra per la prima volta Giselle: personaggio con il quale la ballerina milanese si afferma in tutto il mondo. In seguito interpreta i ruoli di maggiore spicco : Aurora, Gelsomina, Odile/Odette, Swanilda, riuscendone sempre a interpretare al meglio gli stati d'animo. La sua carriera è costellata di successi e di grandi sfide: Nel 1974 comincia a danzare con l'American Ballet Theatre: nel 1988 diviene direttrice del Corpo di Ballo del San Carlo di Napoli e successivamente dell'Arena di Verona e del Teatro alla Scala. Ma è nel 2002 che Carla Fracci affronta la sfida più ardua: veste i panni maschili di Amleto sul palcoscenico del Teatro dell'Opera a Roma, in un balletto ispirato all'omonimo dramma shakespeariano. Carla interpreta un ruolo maschile, unica donna attorniata da una compagnia di uomini.

Disse di lei Montale: "Carla Fracci è Giulietta...Carla, eterna fanciulla danzante".
C.Fracci e R.Nureyev ne'La Bella Addormentata'
R.Nureyev in 'Poema Tragique' R.Nureyev in 'Apollo'

Rudolf Nureyev (1938-1993)

Nato nel 1938 su un treno, lungo la Transiberiana, visse la sua infanzia in condizioni di estrema povertà. Nel 1941 si trasferì ad Ufa con la famiglia e nel 1945 iniziò a studiare danza folkloristica e musica: a 15 anni cominciò a danzare sul palcoscenico con il Balletto di Ufa. Nel 1955 entrò nella scuola di ballo del Teatro Kirov di S. Pietroburgo dove studiò con A. Pushkin e, tre anni dopo, venne ammesso in compagnia diventando subito l'interprete dei ruoli principali del repertorio classico insieme a ballerine del calibro di Natalia Dudinskaya, Irina Kolpakova e Alla Sizova. Il 17 giugno 1961, al termine della tournè del Kirov a Parigi, dove era appena stata rappresentata "La Bella Addormentata", venne richiamato in Russia per un balletto al Cremlino: N. capì che se fosse tornato in Russia, non avrebbe più potuto continuare la propria carriera, chiese così asilo politico alla Francia, iniziando in questo modo la sua carriera in Occidente. Dopo essersi esibito con la compagnia del Marchese de Cuevas, danzò con il Balletto Reale "La Sylphide" e "L'Infiorata a Genzano" di Bournoville. Traferitosi a Londra, nel 1962, diventò "principal guest artist" del Royal Ballet formando con Margot Fonteyn una leggendaria coppia e, sempre nel medesimo anno, debuttò negli Stati Uniti con il Chicago Opera Ballet. Nureyev interpretò tutti i ruoli più famosi del repertorio classico e moderno, i grandi coreografi di allora crearono soltanto per lui nuovi personaggi: Sir Frederic Ashton ("Margherita ed Armando", 1963), Roland Petit ("Paradis perdu" con M.Fonteyn 1967, "L'estasi" 1968, "Pelleas Melisande" 1969), Martha Graham ("Lucifer" 1975), Rudy Van Danzig ("the Ropes of Time" 1970, "Ulysses" 1979), John Tetkey ("Tristan" 1974), George Balanchine ("Le bourgeois gentilhomme" 1979). Partecipò anche a dei film: l'autobiografico "I am a dancer" (1972) e "Valentino" di Ken Russell (1977). Grande fu anche la sua attività di coreografo: nel '63 curò per la tournè al Festival dei due Mondi di Spoleto del Royal Ballet la coreografia di "Raymonda" e de "La Bayadère". E' del 1964 la sua versione del "Lago dei Cigni", mentre due anni dopo coreografò il "Tancredi" di Henze per il Balletto dell'Opera di Vienna, "La Bella Addormentata" per la Scala ed una nuova versione del "Don Chisciotte" a Vienna. Nel 1967 fu la volta dello "Schiaccianoci" per il Balletto Reale Svedese e nel 1977 una nuova coreografia per "Romeo e Giulietta" con il London Festival Ballet, nel 1983 "The Tempest" per il Royal Ballet, nel 1986 "La Cenerentola" e nel 1992 la sua finale versione della "Bayadère", occasione in cui si congedò dal suo pubblico con un lungo e straziante addio. Malato da tempo di Aids, Nureyev morì presso un ospedale parigino il 6 gennaio 1993.

Rudolf Nureyev rimane e rimarrà forse per sempre il mito della danza e il simbolo di un artista dalla straordinaria personalità e dal virtuosismo innato: ballerino bello, sanguigno, capace di interpretare ruoli completamente diversi tra di loro, espressivo e carismatico, magnetico e intenso .
R.Nureyev in 'La bella addormentata' R.Nureyev e M.Fonteyn in 'Paradise Lost'

I grandi balletti